I social senza sito funzionano?
Raccontarsi sui social, senza aver un sito web ben costruito, funziona? La risposta breve è no (e ora ti spieghiamo perché)
Nel precedente articolo abbiamo affrontato una domanda molto semplice: ha senso un sito senza blog?
La risposta, in sintesi, era no.
Perché senza uno spazio di approfondimento il sito resta una vetrina statica, che comunica poco e lavora ancora meno.
All’interno di quella riflessione avevamo già toccato un punto fondamentale: i social sono una parte importante della comunicazione, ma da soli non bastano.
Proprio perché il tema dei social meritava uno spazio dedicato, abbiamo deciso di approfondirlo qui.
Quindi partiamo da un’altra domanda, altrettanto diretta: i social senza un sito funzionano? La risposta breve è ancora una volta no.
O meglio: funzionano meno di quanto potrebbero.
Social e sito lavorano insieme: dirlo è facile, farli davvero dialogare un po’ meno
Dire che “social e sito devono dialogare” è facile.
Molto più difficile è capire come farlo davvero, nella pratica quotidiana.
Per questo proviamo a fare qualche esempio concreto, senza tecnicismi e senza strategie irrealistiche.
I social non devono dire tutto (devono incuriosire)
Uno degli errori più comuni è cercare di spiegare tutto in un singolo post social.
Il risultato è quasi sempre lo stesso: testi lunghi, poco leggibili, che si perdono nel rumore del feed.
Un approccio più efficace è usare i social come anticamera del sito.
Ad esempio:
• un post breve che introduce un tema
• due o tre paragrafi che pongono una domanda o un problema
• un invito chiaro ad approfondire sul sito
Il contenuto completo — quello che spiega davvero — sta nel blog.
In questo modo:
• il social attira l’attenzione
• il sito diventa il luogo dell’approfondimento
• il contenuto continua a lavorare nel tempo
Caroselli e post a punti: dare ordine alle idee
Un formato molto utile sono i post a più slide, i cosiddetti caroselli.
Qui puoi:
• elencare i punti chiave di un argomento
• spiegare i concetti uno alla volta
• accompagnare il lettore senza sovraccaricarlo
La cosa importante è non “chiudere” il discorso sull’ultima slide.
Meglio farlo così:
“Se vuoi approfondire il tema, trovi l’articolo completo sul sito.”
Quell’articolo diventa il contenuto di riferimento.
Quello pensato per durare, non per sparire dopo due giorni.
Video brevi: spunti, non lezioni
Anche i video brevi funzionano molto bene, se usati nel modo giusto.
Non devono essere lezioni complete.
Devono essere spunti chiari.
Ad esempio:
• una domanda frequente che ti fanno i clienti
• un errore comune
• una riflessione pratica
Il video serve a:
• far emergere il tema
• mostrare competenza
• invitare chi guarda ad andare sul sito
La frase finale è fondamentale:
“Se vuoi capire meglio, trovi l’articolo completo sul nostro sito.”
Non è una vendita forzata.
È un’indicazione chiara sul passo successivo.
Non solo novità: far lavorare i contenuti nel tempo
Un altro aspetto spesso sottovalutato è l’equilibrio.
Non tutti i contenuti devono parlare di novità, promozioni o urgenze.
Anzi.
Una parte significativa dei post dovrebbe rimandare ad articoli che:
• spiegano bene un servizio
• rispondono a domande frequenti
• restano validi anche dopo mesi o anni
Sono contenuti che non invecchiano subito e che continuano a portare visite al sito.
Le novità animano i social.
Gli approfondimenti costruiscono valore.
Dal traffico ai contatti: dare qualcosa in cambio
Quando una persona arriva sul sito perché ha trovato interessante un contenuto, è il momento giusto per fare un passo in più.
Ad esempio offrendo:
• una guida semplice
• una checklist
• un piccolo PDF di approfondimento
Materiale utile, non pubblicitario.
In cambio, l’utente lascia il proprio contatto.
Non per essere bombardato, ma per ricevere qualcosa che gli serve davvero.
Così:
• il traffico non si disperde
• il sito inizia a generare contatti reali
• la comunicazione diventa misurabile
Perché i social da soli non bastano
Tutto questo ha un grande vantaggio: ogni contenuto social non vive solo nel momento in cui viene pubblicato.
Diventa:
• un ingresso verso il sito
• un modo per valorizzare i contenuti esistenti
• un investimento che resta nel tempo
I social accendono l’attenzione.
Il blog costruisce il valore.
Ed è così che la comunicazione smette di essere una sequenza di post e diventa un sistema che lavora davvero per l’azienda.
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