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L’istante decisivo

L’istante decisivo

Uno dei più grandi fotografi del secolo scorso, Henry Cartier-Bresson, teorizzava l’esistenza di un “istante decisivo”, un momento unico e irripetibile, della realtà quotidiana, in cui fare clic e scattare la fotografia. Il momento esatto in cui “testa, occhi e cuore si trovano sullo stesso asse”, prelevando dal reale l’unico frammento ritenuto davvero prezioso.

In questa immagine, Uomo in bicicletta, nella Down Street, l’istante decisivo si presenta a noi, regalandoci un momento irripetibile.
Bresson aspettò molto tempo e scattò molte immagini prima di ottenere questo risultato.
L’immagine è perfettamente bilanciata, come se il fotografo francese avesse “previsualizzato” uno schema a sezione aurea prima di scattare riuscendo, inoltre, grazie alla presenza di un soggetto apparentemente inaspettato, a rendere ancora più iconico e meraviglioso questo istante di vita quotidiana.

Anche se il risultato appare con il frutto di un singolo momento, il fatto che abbia provato molti scatti, in un periodo prolungato di tempo, ci dice che, in realtà, ogni momento, ogni racconto, ogni emozione sono frutto di un cammino, lento e costante.

La comunicazione come percorso

La comunicazione è così.
Non è il frutto di un’intuizione, di un singolo atto di comunicazione ben riuscito e di successo.

È il risultato di una strategia, composta da pensieri, azioni, segni grafici.
Bozze, prove, versioni alternative.
Confronto e verifica dei dati e introduzione di modifiche e correttivi.

In questo modo, con pazienza e dedizione, si arriva alla meta.

Il racconto come viaggio

Anche l’essenza della comunicazione, il racconto, è un percorso, un viaggio: non è un singolo istante. È importante costruire una storia (il nostro percorso) e architettarlo bene. L’errore che spesso si commette è di autocelebrare un prodotto o un marchio: abbiamo ripetuto tante volte quanto ricorra la frase “leader di mercato” e quanto qualsiasi prodotto venga presentato come bello e utile.

Perché risulta noioso e scontato raccontarci così?
Perché viene a mancare il principio cardine di ogni narrazione: il conflitto.
Prima di iniziare a produrre grafiche per Facebook, o altro, c’è bisogno di pianificare una strategia. E c’è bisogno di pensare ad una storia.

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