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Esistono due modi di fare marketing

Esistono due modi di fare marketing

Di quale marketing vuoi fare parte?

Non nascondiamoci dietro a un dito. O dietro alle parole, meglio.
Quando usiamo il termine “Marketing”, in un discorso rivolto a persone che non fanno parte di questo settore, l’espressione sul volto di chi ascolta cambia, come si alzasse la soglia dell’attenzione. Come se si stesse parlando di qualcosa da maneggiare con cura.

La “qualità” del marketing è riconducibile ai valori e all’etica di chi la propone.

Fare Marketing, rimanendo brave persone, di Giuseppe Morici, edito da Feltrinelli parla proprio di questo: di un Marketing etico, o, addirittura eco-sostenibile.

Cosa ha trasformato il marketing, da uno dei mestieri più affascinanti, a uno dei più discussi al mondo?

Esistono due modi di fare marketing

C’è un tipo di Marketing più aggressivo basato sull’interruzione, nel migliore dei casi, o, peggio ancora, sulla manipolazione, la truffa, il monitoraggio e la raccolta dei dati privati, lo spam (nei suoi risvolti più negativi).

Proprio mentre scriviamo e stiamo per pubblicare questo post, il cellulare squilla, con un numero sconosciuto, la cui struttura, con una lunga sequenza di zeri, fa inequivocabilmente pensare a un call center.

Proprio mentre si è concentrati sulla revisione di un testo e, chi scrive, ha in mente qualcosa di ben preciso, ma molto lontano dal desiderio di conoscere qualcosa di nuovo su un prodotto o un servizio, di cui probabilmente non ha chiesto nulla…
Questo è un marketing che aiuta?

C’è un marketing che aiuta

Per fortuna c’è un tipo di Marketing che aiuta, che dichiara apertamente le sue qualità, propone qualcosa di cui senti il bisogno, si presenta chiedendoti il permesso e mantenendo le sue promesse.

Queste due modalità prendono entrambe il nome “marketing”, ma sono completamente diverse.

Il marketing che aiuta, di fatto, ha anche lui come obiettivo generare fatturato e ottenere clienti. Non bisogna cadere nell’inganno di crederlo una visione “romantica” e scollegata dalla realtà.

Il primo, quello aggressivo, è considerato più diretto, efficace e veloce da un certo tipo di persone, che si nascondono dietro la scusa che bisogna far soldi, in fretta.

“Ed è per questo, forse, che il secondo tipo di Marketing è visto come lento, dispendioso e incerto. Qualcosa che funziona solo nei libri dei “guru” americani o che possono permettersi solo le grandi aziende, quelli che vediamo nei casi studio o nelle slide a corsi e convegni.” (dalla newsletter di Riccardo Scandellari, www.skande.com)

In realtà, il solo tipo di marketing che può funzionare nel tempo è, inevitabilmente (e per fortuna) quello che vive di fiducia, di passaparola, di dialogo tra chi vende e chi acquista.
Ed è il solo ed unico tipo di marketing che è giusto proporre.

Un approccio multidisciplinare

Gli strumenti per scrivere le piccole-grandi storie che fanno parte del marketing, non sono univoci e non appartengono a un’unica disciplina del sapere umano.

Occorre un approccio multidisciplinare, umanistico, articolato e profondo.

Quanto di più lontano dalla “semplice” padronanza della tecnica e degli strumenti tecnologici che danno forma, colore, spessore ai segni grafici.

Il lavoro del marketing è basato anche (e soprattutto) su simboli, storie, suggestioni.

Le narrazioni, le storie, sono basate sulle emozioni. Sono le emozioni che spingono le persone ad agire.

La narrazione è una forma di comunicazione che dialoga con le sfere più profonde del sentire, parla direttamente al cuore, suscita emozioni: consente di passare dall’informare all’emozionare.

Tutti noi compriamo per l’emozione che ci suscitano prodotti e servizi. Sono proprio le emozioni a muoverci dal bisogno al desiderio.

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