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La ricerca delle parole chiave perdute

La ricerca delle parole chiave perdute

La ricerca delle parole chiave corrette è il primo passaggio, quello fondamentale, per impostare una corretta ed efficace strategia SEO.

Qualche anno fa la ricerca delle parole chiave era sicuramente più semplice: l’attività era circoscritta all’estrapolazione, con l’aiuto di vari strumenti, dell’elenco di query che gli utenti digitavano per cercare informazioni/prodotti/servizi online. La query è l’esatta frase che l’utente digita quando cerca; concetto, quindi, diverso da quello di parola chiave.

Questa fase è ancora necessaria e importante, ma è affiancata da tante altre attività, indispensabili.

Bisogna anche studiare e analizzare, le parole chiave, nel loro contesto, nel rispetto delle intenzioni reali dell’utente.

“La keyword research è l’attività strategica che prevede la fase di ricerca delle parole chiave, l’analisi delle pagine dei risultati dei motori di ricerca, l’individuazione del search intent delle query e il loro inserimento in cluster e mappe di facile comprensione destinati alla messa in pratica dei dati estrapolati e analizzati.”
Dal libro Keyword Research avanzata di Alvise Canal, Dario Flaccovio Editore

L’analisi ci permette di:

  • Comprendere le caratteristiche del mercato, tra cui complessità e grandezza
  • Individuare nicchie scoperte e settori/categorie di prodotto più facilmente “attaccabili”
  • Sviluppare un’architettura informativa logica e ottimizzata lato SEO
  • Creare contenuti di valore
  • Sviluppare un piano editoriale (sia testuale che video)

È disponibile un numero sterminato di strumenti che possiamo usare per trovare e analizzare parole chiave.

Per il mercato italiano, lo strumento principale, davvero validissimo, è la suite di SEOzoom, che offre un numero di strumenti davvero unico per tutta la fase di ricerca delle parole chiave.

Fonti utilissime per la ricerca di query sono anche, molto semplicemente, le funzioni native di Google, come Google Suggest (o autocomplete) e le ricerche correlate in fondo alla pagina. E non dimentichiamoci di Google Trends, irrinunciabile anche solo per la possibilità di approfondire la stagionalità delle ricerche.
Particolari chiavi di ricerca ci daranno informazioni utilissime sugli intenti di ricerca degli utenti e su tutti gli argomenti correlati alla parola chiave principale. Perché le parole chiave, in ultima analisi, sono preziose proprio per darci idee per realizzare il nostro piano editoriale. Per scrivere contenuti interessanti per chi ci legge e corrispondenti alle domande che il nostro pubblico si pone quando va in cerca di un contenuto.

Un esempio pratico di ricerca delle parole chiave

Prendiamo come esempio quello di dover scrivere un contenuto sui libri fantasy. Da dove possiamo iniziare a cercare le parole chiave?
C’è una cosa che devi fare prima, ovvero capire se quella parola chiave può essere utile per il tuo sito ed essere coerente con i tuoi obiettivi di business. Quindi, prima di trovare le parole chiave legate all’entità che ti interessa, devi interrogare Google.
Prendi la chiave “libri fantasy” e cercala su Google, in modalità incognito, cioè senza effettuare il login con il tuo account Google.
Cosa esce?
La SERP, la pagina dei risultati, è una miniera di informazioni.
La prima cosa che possiamo valutare è che si tratta di una query a predominanza informazionale, benché vi siano anche due risultati transazionali, come dimostrato dalla presenza del sito di IBS e Mondadori.
Quindi, se abbiamo un blog, questa è una query che sicuramente dobbiamo portarci a casa. E se avessimo un e-commerce di libri? Anche in questo caso dovresti creare la categoria relativa. Come fatto da Mondadori, seppur con due domini diversi, potresti addirittura pensare a creare due contenuti diversi, uno informazione e uno transazionale con il quale competere per la query.
Cos’altro possiamo intuire?
Di sicuro che l’entità “saghe” è molto rilevante, visto che compare in gran parte dei risultati.
Quello che è più evidente è che i risultati al loro interno presentano per lo più la classifica dei libri fantasy migliori, come possiamo capire anche dai title, quindi presumibilmente anche il tuo contenuto dovrà presentare un contenuto simile.
Mi raccomando, devi porre molta attenzione all’analisi delle SERP.
Apri ogni singolo risultato nella top 10, leggilo, guarda di cosa parla, con che parole, quali argomenti tratta, se presenta immagini o video e via discorrendo. Studiando i risultati che sono stati premiati da Google potrai capire quali sono i contenuti e le informazioni che gli utenti stanno cercando e, di conseguenza, quelli che dovrai implementare nella tua risorsa.

Come trovare parole chiave aggiuntive, rispetto alla keyword principale

Con SEOzoom puoi avviare una ricerca inserendo la chiave sulla barra di ricerca iniziale oppure attraverso lo strumento “Keyword Infinity”, che ci permette di ottenere un numero davvero impressionante di parole chiave.
Con questo semplice passaggio abbiamo già individuato grossomodo tutte le parole chiave che ci serviranno per lo sviluppo del contenuto.

Prima di darle massivamente in pasto a Google ADS, per estrapolarne il volume di ricerca reale (o quantomeno quello più attendibile) e/o trovarne altre, devi prima studiare il search intent di tutte le keyword.

Lo studio del “search intent”

Ora che hai la tua lista di parole chiave non puoi pensare di inserire direttamente nel tuo testo tutto quello sterminato “listone”.
Le intenzioni di ricerche potrebbero essere simili, pur corrispondendo a parole chiave diverse.
Ottimizzare il testo per tutte le parole della lista potrebbe portarti ad allungare inutilmente il brodo e a diluire la sua coerenza rispetto all’intenzione di ricerca degli utenti, impedendo così che il contenuto si posizioni correttamente.
Per tua fortuna su SEOzoom si trova un tool utilissimo che ti permette di capire al volo, data una Main Keyword, ovvero la parola chiave principale del tuo contenuto, tutte le parole chiave che vanno d’accordo con quella, ovvero le cui SERP sono simili alla Main Keyword, alla parola chiave principale.
Attraverso questo tool, chiamato “Topic Explorer”, puoi scoprire l’elenco delle parole chiave che hanno la stessa intenzione di ricerca; vale a dire quei termini collegati al bisogno dell’utente, che spinge ad effettuare una query su Google.
Per scoprire le keyword che hanno lo stesso intento di ricerca basterà inserire il termine principale nel box in alto e avviare l’analisi.
Per cui “romanzi fantasy” è chiaramente un intento di ricerca simile, così come lo è “saghe fantasy”.
Potrai accorpare le parole chiave, con un intento di ricerca simile, in gruppi omogenei, e creare un contenuto adatto per ciascuno di questi gruppi.

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