C’è una frase famosa di Blade Runner:
“Tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia.”
Nel marketing succede la stessa cosa.
Pubblicità belle. Campagne eleganti. Inserzioni curate.
Ma se non sono collegate a un’azione misurabile, si perdono. Come lacrime nella pioggia.
Il tracciamento non è una novità. È un’abitudine (ma solo nel digitale)
Nel mondo digitale misurare è la normalità.
Quando attiviamo una campagna Google Ads o Meta Ads, sappiamo esattamente quante persone hanno cliccato, quanto è costato ogni contatto, quante azioni sono state completate. Il dato non è un accessorio: è parte integrante dello strumento.
È talmente naturale che quasi non ce ne accorgiamo più.
Nel digitale nessuno investirebbe senza voler sapere cosa è successo dopo. Quanti click? Quante conversioni? Quale ritorno?
Poi però torniamo alla pubblicità cartacea e qualcosa cambia.
Un’inserzione su una rivista, una pagina su un quotidiano, un volantino distribuito a un evento. La comunicazione è curata, il messaggio è forte, l’impatto visivo c’è. Ma la domanda sul “cosa è successo dopo” diventa meno automatica. Quante persone hanno reagito davvero? Quante hanno fatto un passo in più?
Non è che il cartaceo non sia misurabile.
È che non siamo abituati a pensarlo come tale.
Eppure oggi non esiste più una vera separazione tra offline e online. Basta inserire una call to action chiara, una destinazione digitale coerente e un link tracciato. Un QR code, collegato a una landing page, permette di sapere quante persone hanno risposto a quella specifica inserzione. Il meccanismo è lo stesso che utilizziamo nelle campagne digitali: cambia il punto di partenza, non la logica.
Se misuriamo ogni euro investito online, perché dovremmo rinunciare a farlo quando investiamo offline?
La pubblicità cartacea non perde valore.
Al contrario: lo aumenta, perché diventa finalmente parte di un ecosistema misurabile.
Il vero problema non è il mezzo
Cartaceo o digitale non è la questione.
Il vero tema è questo:
👉 Possiamo misurare il risultato?
Per anni la pubblicità è stata basata su:
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visibilità
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presenza
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notorietà
Tutti elementi importanti. Ma nel marketing moderno manca qualcosa se non aggiungiamo un tassello: il dato.
Tutto deve portare a un’azione
Una pubblicità efficace oggi non si limita a farsi vedere.
Deve:
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invitare a compiere un’azione
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portare verso un contenuto
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generare un passaggio misurabile
Un click. Lo scaricamento di un file. Una compilazione. Una visita a una pagina.
Senza azione non c’è tracciamento. Senza tracciamento non c’è miglioramento.
Il ponte tra analogico e digitale
Facciamo un esempio concreto.
Una pubblicità su un quotidiano. Un’inserzione su una rivista. Un volantino distribuito a un evento.
In fondo compare una call to action chiara:
“Scopri di più. Inquadra il QR code.”
Quel QR code non è solo un collegamento.
È un ponte.
Dentro può esserci un link tracciato con parametri specifici. Ed è qui che entra in gioco uno strumento semplice ma potentissimo: i codici UTM di Google.
Cosa sono i codici UTM (spiegazione semplice, per non addetti ai lavori)
Un codice UTM è un parametro che si aggiunge a un link web.
Non cambia la pagina. Non cambia l’esperienza dell’utente.
Ma dice a Google Analytics:
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da dove arriva il traffico
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quale mezzo ha generato la visita
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quale campagna sta funzionando
Per esempio:
- utm_source → da dove arriva il traffico (es. rivista_locale)
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utm_medium → il mezzo (print, banner, email)
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utm_campaign → la campagna specifica (san_valentino, saldi_estivi)
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utm_content → la variante creativa (qr_pagina1, banner_top)
Quando qualcuno scansiona il QR code, noi possiamo sapere che quella visita arriva esattamente da quella pubblicità.
Non è più un’ipotesi.
È un dato.
Perché questo aumenta il valore della pubblicità cartacea
Spesso si pensa che il cartaceo sia “meno misurabile”.
In realtà non è vero. Diventa meno misurabile solo se non lo colleghiamo a un ecosistema digitale.
Quando invece:
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la pubblicità ha una call to action
-
la call to action porta a una landing page
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il link è tracciato
ecco che la pubblicità cartacea smette di essere solo visibilità e diventa parte di una strategia integrata.
Il digitale non sempre sostituisce la carta. La potenzia.
Serve almeno un luogo digitale
C’è però una condizione minima.
Per tracciare serve:
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un sito web
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una landing page
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un mini blog
Se non esiste uno spazio digitale dove atterrare, il tracciamento non è possibile.
La pubblicità deve avere una destinazione. Altrimenti è solo esposizione.
La pubblicità moderna deve essere sempre misurabile
Il punto non è diventare ossessionati dai numeri.
Il punto è poter rispondere a una domanda semplice:
“Questa campagna ha funzionato?”
Se non possiamo rispondere, stiamo navigando a vista. Se possiamo misurare, possiamo migliorare. E il miglioramento continuo è ciò che distingue la comunicazione casuale dalla strategia.
Carta + Web = Valore
Non è una guerra tra mondi.
È integrazione.
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La carta genera autorevolezza.
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Il digitale misura.
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I dati aiutano a decidere.
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Le decisioni migliorano gli investimenti.
E a quel punto, la pubblicità non si perde più come lacrime nella pioggia. Diventa crescita.
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