fbpx
Now Reading
Il Local Marketing, più in profondità

Il Local Marketing, più in profondità

piatto prelibato e local marketing

Local marketing più in profondità 

Gli strumenti che si usano per migliorare il proprio posizionamento “locale” non sono poi molto dissimili da quelli che si utilizzano su un mercato nazionale o transnazionale.

La consapevolezza e la strategia 

Cosa cambia quindi, nel marketing local? Cambia la consapevolezza; l’essere consapevoli di un obiettivo specifico e focalizzato, deve mettere in moto azioni altrettanto specifiche e focalizzate.

In ambito SEO local… Posizionare le parole chiave a livello locale, molto spesso, è meno difficoltoso.

“Produzione tovaglioli di carta Cremona” è una frase chiave che non ha lo stesso livello di complessità di “produzione tovaglioli di carta”, in cui la competizione è su base nazionale.
Magari, potreste dire: “Se io faccio tovaglioli di carta, voglio essere trovato anche a Napoli, anche a Palermo e a Trieste. Perfino a Cuneo, probabilmente. O sull’Isola d’Elba.

Certo, giusto; legittimo. È comunque una buona strategia provare a posizionarsi, in prima battuta, a livello locale, per poi ampliare il raggio d’azione, dopo aver consolidato la situazione in ambito “local”.

Ricordati, però, che quello che più conta, nel local marketing, è capire quali prodotti e servizi vanno valorizzati a livello locale.

Se cucino delle spettacolari cotolette, potrei legittimamente pensare di farmi trovare essenzialmente e in modo prioritario, nella città in cui ha sede il mio ristorante.
Perfetto. Bene così. La keyword da posizionare può diventare, allora: “cotolette Pavia” o “le migliori cotolette di Pavia”, per fare un esempio con una città in cui abbiamo, talvolta, avuto dei clienti.

Il posizionamento delle parole chiave locali, nella stragrande maggioranza dei casi, si ottiene creando sul tuo sito web un contenuto specifico e focalizzato. Non la home page, quindi, ma una pagina che parli dell’arte di creare meravigliose e deliziose cotolette, in quel di Pavia.

Con titoli, sottotitoli, elementi in grassetto, che focalizzino l’attenzione degli utenti e anche di Google, su quelle parole chiave. Anche immagini sì, con gli adeguati tag html, per capire cos contengono; Google non è ancora in grado di vedere sempre a fuoco e senza errori.

Non serve scrivere pensando a Google 

Nominare prima gli utenti e poi (anche) Google non è casuale, per niente.

Per far sì che Google consideri il nostro contenuto, come un contenuto affidabile e di valore, dovremo scrivere avendo in mente il nostro lettore, non il software (crawler) che poi scandaglierà la rete, per scovare la nostra pagina al profumo di cotoletta.

Le intelligenze artificiali stanno entrando in punta di piedi nelle nostre vite; quindi, ormai, Google ragiona quasi, o perlopiù, come un lettore in carne ed ossa. Non servono trucchi e non servono inganni: scriviamo come se volessimo far assaggiare la cotoletta al nostro migliore amico: vedrete che anche Google, avrà l’acquolina in bocca.

View Comments (0)

Leave a Reply

Your email address will not be published.

Questo sito è protetto da reCAPTCHA, ed è soggetto alla Privacy Policy e ai Termini di utilizzo di Google.

Scroll To Top