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Dai Micro-dati alle Buyer Personas

Dai Micro-dati alle Buyer Personas

buyer personas

Il web e i social rappresentano per le aziende una fonte inesauribile di informazioni per arrivare a definire le buyer personas.

Possiamo vedere come vivono, analizzare i loro interessi, osservare come si vestono, conoscere cosa pensano su certi argomenti, quali sono le loro domande. Lo possiamo fare con l’analisi dei micro-dati.

(tratto da: Design Marketing analizzare i micro-dati, per testare e scalare le strategie di mercato. Di Massimo Giacchino.

Tutto cio che conta è che il tuo brand, la tua idea, i tuoi servizi siano rilevanti per la vita del tuo pubblico.
Ad un livello ancora più profondo, ciò che stai sostenendo non può essere rilevante solo per le vite delle persone del tuo pubblico: deve essere rilevante per le loro storie. Devi essere riuscito a capire, ciò che per loro è davvero importante e, soprattutto, perché è importante

È da folli voler piacere e vendere a tutti! Si disperdono risorse e forza del messaggio. E il messaggio non arriverà mai là dove deve davvero arrivare.

Ecco alcune indicazioni, su strumenti e metodi che anche noi utilizziamo, per imparare a conoscere meglio il tuo pubblico.

1. Comprendi i prodotti e i trend su cui puntare

strumenti: Think with Google (menu: strategie/retail), Bestseller di Amazon.

2. Individua gli argomenti chiave

strumenti: Pinterest Trends, Answer the Public, Google News, Treendly.

3. Determina la domanda (la ricerca mensile su Google) in modo quantitativo 

strumenti: Ubersuggest, analisi della copertura potenziale creando gruppi di interessi con Facebook ADS. 

4. Approfondisci le conversazioni e le domande all’interno del web

strumenti: nei blog, sui marketplace, nei social. Recensioni, domande e risposte su Amazon, commenti (Blog, Facebook, YouTube).

5. Analizza il percorso di acquisto, che non è più lineare: tanti touch point di informazione 

un esempio: per acquistare una macchina fotografica, un utente ha prima cercato su Amazon, per conoscere i prezzi e leggere le recensioni, poi ha consultato Google, per leggere le opinioni su forum e blog. In seguito ha guardato vome utilizzarla su YouTube ha mandato un messaggio a conoscenti fotografi su Whatsapp e infine ha acquistato, passando da Google Shopping.

6. Analizza le dinamiche all’interno dei social

Strumenti: hashtag Instagram e Twitter, Instagram Brand Tab, analisi dei profili Facebook di chi ha commentato.

7. Approfondisci i percorsi di acquisto con le interviste

Meno oggettive dell’analisi diretta dei microdati, ma utile per capire alcuni comportamenti “nascosti”; nell’intervista non sempre le persone dicono la verità al cento per cento.

Alcuni esempi di domande utili:

  • Come e quando avviene la decisione di ricerca, da quale stimolo e/o bisogno nasce
  • Cosa cercano e con quali parole
  • Quando e dove cercano
  • Quali sono i dubbi e le barriere pre-acquisto
  • Quali informazioni non sono riusciti a trovare
  • Con quali persone si confrontano per la scelta e quali ripiove sociali prendono in considerazione
  • Come valutano e scelgono un brand
  • Come e cosa valutano dopo aver ricevuto il prodotto.

8. Analisi della concorrenza

L’errore più comune è pensare che il nostro competitor sia solo che vende il nostro prodotto, ma non è sempre così.

Il più grande competitor dei Baci Perugina non è Lindt, ma il fioraio.

Il competitor è un’azienda che ha obiettivi di business differenti e produce prodotti diversi dai tuoi ma parla allo stesso target.

Google, da solo, è fuorviante: distorce la realtà. Perché potrebbe, teoricamente, fornirmi solo un elenco di aziende che si sono strutturate a livello SEO.

Strumenti: elenchi Camere di Commercio, Atoka, LinkedIn, Crunchbase (il più grande database di startup).

Individua come i tuoi competitor vengono individuati online: Seo Site Checkup (individua una keyword cloud sui contenuti di un sito), Meta Seo Inspector.

YouTube per esaminare su quali aspetti stanno puntando a livello di comunicazione.

Instagram: analisi deli hashtag sui singoli post della pagina del brand. Ogni hashtag, oltretutto, ti collega ad altre pagine e ad altri profili di persone e blogger da cui puoi ricevere interessanti spunti di riflessione sull’intero mercato.

analizza i contenuti del blog, se ne hanno uno.

Analisi advertising online deal concorrenza: usa SEMRush. Su Facebook ADS, sezione “trasparenza della pagina” per vedere le ads attive.

Su una qualsiasi inserzione del competitor clicca i tre puntini su un post promosso e su “Perché visualizzo questo inserzione?”; ne ricaverai quali interessi, fascia demografica e luoghi ha selezionato il tuo competitor.

9. Analisi interna

Dati di Google Analytics su traffico e conversioni.

Verifica SEO base: controlla se i tag principali della pagina sono corretti, unici e riassumo davvero il contenuto e il valore di quella specifica pagina.

10. Dall’analisi dei dati alla strategia

Infine, con l’analisi dei micro-dati in mano, è possibile spostarsi dalla domanda: “Qual è il potenziale online del mio prodotto?” a definire la strategia con cui essere competitivi sul mercato.

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